The psychological causes of nostalgia

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Psychological association
Per la maggior parte delle persone l'infanzia e la giovinezza sono periodi più spensierati e più ricchi di ricordi positivi rispetto all'età adulta; per tale motivo le opere sperimentate in tali periodi acquistano un valore aggiunto in quanto automaticamente associate a un'età migliore; così quando ripensiamo ad opere del passato, oltre all'opera in sè, tendiamo inconsciamente a ripensare anche a tutte le nostre esperienze dei "bei tempi andati", il che contribuisce a dare di esse un ricordo migliore di quanto non fossero in realtà.

Standards development
Generalmente, gli standard qualitativi di una persona tendono a maturare nel corso dell'età; la maggior parte delle persone, da giovani non cerca altro che un po'superficiale intrattenimento e quando lo trova lo accetta così com'è senza farsi troppi problemi; crescendo invece si tende a diventare progressivamente sempre più esigenti e a trovare sempre più difetti in ciò che vede; di conseguenza man mano che si va avanti nel tempo diventa sempre più difficile trovare opere che ci soddisfino appieno dando così l'impressione che sia la qualità intrinseca di ciò che si vede ad essere andata via via peggiorando.

Selective memory
Ovvero: ci ricordiamo solo di ciò che ci piace. I capolavori tendono a rimanere impressi nella memoria, mentre le opere mediocri tendono a essere dimenticate. Quando pensiamo a ciò che c'è nel presente pensiamo sia a ciò che c'è di bello che a ciò che c'è di brutto, dato che entrambi sono ancora freschi nella memoria; ma man mano che il tempo passa e il recente inizia a diventare passato, il brutto si eclissa dalla memoria smettendo così di controbilanciare il bello, che invece permane. Di conseguenza sembra che nel passato siano esistite quasi solo cose belle, mentre le cose brutte siano per lo più roba recente.

Perspective effect
Più si guarda lontano, più le distanze percepite si accorciano: visivamente, le nostre immediate vicinanze sembrano enormi, mentre tutto ciò che è altrove sembra minuscolo; così vale anche per la memoria: gli intervalli temporali vengono percepiti come sempre più accorciati man mano che si ritorna indietro nel tempo con la memoria, mentre al contrario i momenti recenti sembrano ere; il che, unito al punto precedente (memoria selettiva) fa sì che il passato ci appaia come un continuo susseguirsi di capolavori, che sembrano diventare sempre più radi man mano che ci si avvicina al presente. Semplificando il discorso, tendiamo a banalizzare la storia dividendola in 2 generiche macrocategorie: il "presente", che comprende gli ultimi 5 anni o poco più, e il "passato", cioè tutto il resto (che può quindi durare decenni); mettiamo ad esempio che per 20 anni siano usciti capolavori a un ritmo medio di 1 ogni 2 anni, ma che negli ultimi 5 anni essi siano passati a circa 1 all'anno; oggettivamente, ciò significherebbe che la qualità media è aumentata; ma nella nostra mente tutto ciò che percepiamo è che "nel passato" sono usciti 10 capolavori, mentre "nel presente" ne sono usciti solo 5, di conseguenza "il passato" era migliore.

Addiction
Quello che si vede per la prima volta, per definizione, è una novita, e ha su di noi un impatto assai maggiore poichè non c'è ancora nulla nella nostra memoria con cui confrontarlo; tuttavia man mano che si continua a fruire di una determinata tipologia di prodotti e che questi si accumulano nel nostro "bagaglio culturale", inevitabilmente si inizieranno a individuare sempre più spesso tra di essi analogie, somiglianze, elementi ricorrenti, clichè, ecc... il che tenderà ad affievolire sempre di più l'impatto che le nuove opere avranno sulla nostra psiche, fino ad arrivare a un punto di saturazione in cui sembrerà che il genere stesso abbia completamente esaurito le idee e non abbia più nulla da dire.

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